Un esercizio stoico
Smettere di pensare troppo: cosa aiuta quando rimugini
Per smettere di pensare troppo, accorgiti prima di quando un pensiero non produce più niente di nuovo, scrivi i fatti separati dal tuo giudizio su di essi, decidi l'unica cosa che dipende da te e poi metti giù il pensiero di proposito. Marco Aurelio lo diceva così: lascia riposare il tuo giudizio sulle cose, e loro resteranno quiete.
Pensare troppo dà l'impressione di risolvere un problema, ed è per questo che è così difficile smettere. Ma il vero pensiero si muove: porta a una decisione, a una domanda rivolta a qualcuno, a un piano. Il rimuginare gira in tondo. Riascolti una conversazione, provi una risposta che non manderai mai, o rigiri una decisione finché ogni opzione sembra sbagliata.
Gli stoici direbbero che il circolo è alimentato da un giudizio che non hai ancora esaminato: che devi essere sicuro prima di agire, che devi sapere cosa intendeva lei, che avresti dovuto fare meglio. Marco Aurelio scriveva i suoi Pensieri anche per cogliere questi giudizi sulla carta, e molte sue annotazioni sono gli stessi pochi promemoria, ripetuti, perché ne aveva bisogno di continuo. È il ritratto onesto di questo esercizio: non ne esci una volta per tutte, ma diventi più rapido ad accorgertene.
Un esercizio stoico di 5 minuti contro il rimuginare
Meglio su carta. Lì il circolo non può riscriversi di continuo.
- 1Cogli il circolo.
Chiediti: questo pensiero mi porta qualcosa di nuovo? Se arrivi per la terza volta allo stesso punto, è un circolo, non un ragionamento. Nominarlo (lo sto ripercorrendo di nuovo) è già un passo fuori.
- 2Separa il fatto dal giudizio.
Scrivi due righe. Cosa è successo: non ha risposto al mio messaggio. Cosa ci ho aggiunto io: è infastidita con me, ho rovinato tutto. Solo la prima riga è certa.
- 3Trova ciò che dipende da te.
Chiediti se in questa situazione qualcosa dipende davvero da te in questo momento. Se sì, nominalo in una frase. Se no, dillo chiaramente. Entrambe le risposte chiudono la ricerca.
- 4Decidi, o fissa quando decidere.
O fai adesso il piccolo passo, oppure scrivi quando ci ripenserai: domani alle nove, dopo averci parlato. La mente lascia andare più facilmente quando la domanda ha un luogo e un'ora.
- 5Torna a ciò che hai davanti.
Porta l'attenzione alla prossima azione fisica: lavare una tazza, andare alla finestra, leggere una pagina. Marco Aurelio lo chiamava vivere il presente. Non è una fuga. È lì che la tua vita accade davvero.
Cosa scrissero gli stoici
Se le cose che ti turbano non vengono a te, in un certo senso sei tu ad andare ad esse. Lascia riposare il tuo giudizio su di esse, ed esse resteranno quiete. Non ti si vedrà né inseguirle né evitarle.
Le cose che ti turbano di solito non ti inseguono. Sei tu che continui a tornare da loro. Marco Aurelio non consiglia di combattere il pensiero, ma di smettere di nutrirlo con giudizi nuovi, così che si quieti da solo.
Altro sul giudizio e sulla mente →Separa dal tuo intelletto qualunque cosa gli altri facciano o dicano, qualunque cosa tu abbia fatto o detto, e qualunque cosa futura ti turbi. Rendi libera dal fato la potenza intellettuale, vivendo pura e libera, sforzandoti di vivere solo il presente.
Una lista di tre che vale la pena ricordare: ciò che gli altri fanno o dicono, ciò che hai fatto o detto tu, e ciò che il futuro potrebbe portare. È proprio lì che il rimuginare ama abitare, e nessuno di questi luoghi è il presente.
I tuoi pensieri abituali plasmano il carattere della tua mente, perché l'anima è tinta dai suoi pensieri. Tingila dunque con una serie costante: dove una persona può vivere, là può anche vivere bene.
Ciò a cui pensi di continuo colora la tua mente. Vale in entrambe le direzioni: le preoccupazioni ripetute ti plasmano, e anche una piccola abitudine quotidiana di tornare a ciò che dipende da te ti plasma.
